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Bogolan making - Fase 2

IL TESSUTO A COLORI

Stiamo per addentrarci nell'affascinante universo delle tinture naturali.
Prima però ti ricordiamo che, nel caso in cui il panno bianco sia uscito dal telaio in strisce, le donne provvedono al passaggio della cucitura.
Il risultato finale è una pezza di circa 1 metro per 2.
Le cuciture, così come le strisce, sono ben visibili ad occhio nudo e riconoscibili anche al tatto.
Assomigliano a delle vere e proprie 'cicatrici', parte integrante del tessuto e del suo vissuto.

Il processo di colorazione della pezza bianca, che in Bambara si chiama 'finimugou', è intimamente radicato nella cultura maliana e legato in modo ineluttabile all'essenza più genuina della popolazione autoctona.
Risale all'XI secolo.

I coloranti naturali sono foglie e cortecce di piante e alberi cari alla medicina tradizionale dell'Africa occidentale.
E ci danno la misura di come il popolo Bambara provi rispetto quanto attaccamento verso la natura locale.
Tali ingredienti vengono fatti solitamente sobbollire in pentolini ricolmi di acqua in modo che rilascino le loro preziose pigmentazioni e diano vita a veri e propri infusi tintori.

Curiosamente sono solo tre le basi usate per la colorazione del finimugou: il giallo, l'arancione/marrone e l'azzurro/blu (meglio noto come 'indigo').
La prima pianta utilizzata si chiama n'galama, la betulla africana.
La reazione del tessuto neutro con questa pianta dà vita ad una colorazione dal beige chiaro al giallo intenso, a dipendenza del numero di immersioni nell'infuso tintorio.
La seconda si chiama n'beku, l'uva selvatica.
In questo secondo caso il finimugou si tinge di gradazioni che vanno da un pallido arancione ad uno spiccato marrone.
La terza infine è l'indaco.

Quest'ultimo rappresenta un caso un pò particolare.
La pianta infatti cresce spontaneamente sulle rive del fiume Niger e viene raccolta a mano dalle donne maliane.
C'è un ma.
Nel momento in cui l'indaco viene pressato come a formare una piccola palla, gli viene aggiunto del potassio.
La reazione di questi due ingredienti dà vita al pigmento che permette la colorazione blu del panno bianco.
Una nuance che ricorda molto quella dei jeans.

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