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Bogolan making - Fase 4

MADRE TERRA, ARTE TERRA

'Ne dalen do dia fangala'.
'Credo nel potere delle immagini'.
Così parlava il fotografo maliano Malick Sidibè.
E anche noi ci crediamo.
Soprattutto quando ci riferiamo ai disegni del bogolan.
Come non farlo?

I simboli disegnati sul tessuto rappresentano un vero e proprio alfabeto da decodificare.
Da un lato misterioso, per i non addetti ai lavori, dall'altro mistico - gli artisti infatti talvolta aggiungo o tolgono qualche segno per rendere ancora più complicata la loro decifrazione.
Altre volte invece disegnano solo ed esclusivamente per il piacere di disegnare.
Senza cioè uno scopo preciso di trasmettere un significato.
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Sai originariamente cone nascono i simboli del bogolan?
Hai indovinato, sono ancora le donne le protagoniste.
Nei secoli scorsi, quando non avevano (ahinoi!) ancora diritto di parola, hanno creato una ricca trama di disegni e simboli su tessuto per esprimere liberamente le proprie opinioni.
Si parla infatti di scene di vita quotidiana, famiglia, fecondità, buon vicinato all'interno del villaggio, medicina tradizionale, salute e via dicendo.

Il fango che è stato raccolto ancora una volta dalle donne o dai pescatori sulle rive del fiume Niger torna ad essere protagonista di questo ultimo nostro passaggio.
La terra infatti reagisce con il tessuto colorato e viene assorbita dalle fibre naturali di cotone.
Anche in questo caso, così come per l'immersione del finimugou all'interno degli infusi tintori, più ripassi di fango rendono più scuro il disegno.

I pattern rappresentati sono spesso disegnati a mano o con l'ausilio di appositi stampi o stencil.
La maestria, la pazienza e la meticolosità delle artiste e degli artisti maliani ancora una volta la fanno da padrona e alla fine del processo donano alla vista restituzioni inimmaginabili e di straordinario fascino.
Come in una ricetta di alta pasticceria, tutti gli ingredienti sono stati dosati attentamente e sono stati poi mescolati con cura.
Il 'panno al fango' è così servito in maniera perfetta, senza sbavature, ma solo ed esclusivamente con la sua unicità.
Sì, hai capito bene.
Ogni pezzo non è mai uguale all'altra, proprio come opere d'arte in serie dello stesso artista.
La firma è sempre la stessa, ma il soggetto, seppur sembri il medesimo, è sempre diverso.

Un ultimo, ultimissimo passaggio.
Non sempre presente e talvolta facoltativo.
Ma come si fa a rendere bianco il tessuto? Non si colorano quelle parti?
Cercare di non colorare alcune parti di tessuto sarebbe alquanto difficile.
Per questo motivo, grazie ad uno speciale mix di sapone di Koulikoro (un'area del Mali non lontana da San e Segou) e di candeggina, alcune parti di tessuto vengono sbiancate.
Solitamente con l'aiuto di siringhe che rendono l'operazione altamente precisa e scongiurano il pericolo di sbavature.
Soprattutto quando si tratta di imprimere nuovi disegni, talvolta estremamente piccoli, sul tessuto già colorato.

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